BIOGRAFIA
Gianni Chiminazzo, nato a Rosà (Vi) il 07 Marzo 1953, dipinge dal 1966. Le sue prime opere ad olio sono datate 1971-1972. Ha studiato la storia dell' arte. Insegna tecniche pittoriche dal 1987. Ha frequentato studi di pittori contemporanei, tra cui Federico Polo, Ottorino Stefani, Angelo Stopiglia, Luigi Marcon. E' stato insignito della " Laurea ad Honoris Causa " per meriti artistici dal suo comune nel 2008. Per la restante biografia vedere Monografia (1972-1999).

Presentazione del critico d'arte Giorgio Segato

La pittura di Gianni Chiminazzo è soprattutto trascrizione di uno stato d’animo; non perché essa risponda a particolari urgenze emotive di carattere espressionista, ma perché la spontanea sensibilità lirica – figurativa, elegiaca, dell’autore, ha cromatismi che attraversano il filtro dell’animo per decantarsi sulla tela come ordinati e vivaci “giardini” di una calda emozione naturalistica.

Chiminazzo contempla il paesaggio che si compone e si ricompone in infinite varianti dentro il magico caleidoscopio della visione interiore. Ha negli occhi il colore dei campi, i trionfi primaverili, le stagnanti afe estive, le brezze cristalline autunnali, la sincopata armonia dell’inverno; ha i “sensi” impregnati dall’umore della natura, del profumo della terra, dello splendore delle piante e dei tetti e sente il bisogno di tradurre in materia cromatica queste sensazioni che gli accompagnano la vita.

Chiminazzo sente l’immagine come tensione semplificata di libertà; si eleva al di sopra del reale, lo percorre a volo d’uccello, lo contempla a una distanza che gli consente di sciogliere il ritmo cromatico, in vibrazione di pigmento, le forme particolari secondo due collaborazioni architettoniche; la strutturazione in uno spazio inventato ma che non deve cessare di essere quello naturale e la sua integrazione in una forma che, senza perdere alcuno dei suoi connotati naturali, è quella libera che sorge da uno spirito inventivo, il geometrismo assume allora valore
di concentrazione energetica, in una trama rappresentativa ordinata per oggettività di scelta simbolica e per tensione poetica, al fine di cogliere, come incantesimo, anche la più semplice realtà della visione delle lussureggianti ed assolate distese padane e delle magiche cromie mediterranee.

In questa pittura semplice e idilliaca di Chiminazzo è proprio la luce, il colore – luce, a fare da protagonista assoluto; non solo nel sapiente contrappunto tra le cromie squillanti della tessere del mosaico di case e di tetti dei borghi in mezzo alla pianura e più ampio respiro dei campi e dei prati del lago e del cielo, ma soprattutto per l’armonia degli impasti che creano un’atmosfera luministica d’insieme di serena, quieta, inebriante contemplazione e interiorizzazione della realtà, sia essa la “natura morta”, sia il paesaggio a campo lungo o visto dall’alto, a volte anche appiattito in affascinanti tessiture di pura astrazione geometrica.

Si coglie subito lo, visitando studio di Chiminazzo, come gli esiti più recenti così equilibrati ed eleganti, siano il frutto di un lungo e attento esercizio condotto sui modi della visione e sulle qualità della pasta cromatica, sia essa stessa come materia viva, natura che assorbe e concentra la luce, l’energia vitale, e ne comunica le vibrazioni, le modulazioni, i ritmi di accensione e di respiro. L’interesse plastico per le materie è attestato anche da molti esercizi di scultura e dalle grafiche a incisione, che l’artista esegue come consapevole risposta a una curiosità manipolativa e visiva davvero forte. Per questo Egli mi sembra meritevole di attenzione e di incitamento; egli dedica tutto, il suo tempo libero all’esercizio della fatica artistica come itinerario conoscitivo. È dunque, il suo dipingere, un modo per rapportarsi alla realtà, per sentirsi e sentire, e per comunicare, con estrema semplicità, visioni e scoperte che, certo, non hanno alcuna pretesa di presunzione di essere assolutamente originali, ma che non c’è dubbio, hanno il pregio di una rassicurante e coinvolgente genuinità espressiva.

Giorgio Segato (Febbraio 1989)

Gianni Chiminazzo painting is above all a transcription of a mood: not an answer to an emotive urgency as in the expressionism, but because the lyric-figurative, spontaneous sensibility of the author owns a range of colours which go through the filter of the soul to decant on the canvas as orderly and lively "gardens". Chiminazzo gazes at the landscape with inner eyes. He has in his eyes the colour of the fields, the explosion of the spring, the hot summers, the light autumn wind, the syncopated harmony of the winter; his senses are impressed by nature, by the scent of the earth; the brilliance of the trees and he need to translate in material his sensations: not for homesick of remote times.

Chiminazzo feels the image as a tension towards freedom as a bird's flying over the reality, he contemplates in such a distance that permit him to reduce the things as vibrations of pigments, the forms with two architectonic systems: an invented space even if it does not lose his natural connotation because it is a creation of the spirit.

The geometric becomes then a value of energetic concentration an order of representation, a symbolic choice in order to catch as an incantation the easiest reality of the

plain of his country. In this idyllic painting of Chiminazzo is actually the light, the colour/light the main character: not only in the counterbalanced mosaic of houses and roofs of the villages in the middle of the plain, but also the wider breathing of the fields and the meadows, the clearness of lakes and the sky: the result becomes from an interior view of the landscape translated in weavings of a pure geometric abstraction.

We realise immediately, if we visit Chiminazzo studio, that the last paintings have been produced after a long, precise training of the vision and the quality of the paste, considered as a living material, nature which absorbers and concentrates the light and the energy which aim to communicate the vibrations of the nature, its rhythm of lighting and breathing. The plastic interest for the materials is documented by the many exercises of sculpture and the graphics, the engravings, which the artist carries out as an answer to the strong manipulating and vision curiosity: for this reason his artistic effort and his cognitive itinerary seems to be worth of attention and incitement.

It is his painting a way to relate with the reality, to feel himself and to communicate, simply visions and discoveries which has no pretension to be absolutely original but without any doubts have the merit of a reassuring and involving expressive genuineness.

Giorgio Segato (Febbraio 1989)

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Tel. 0424567319 - Cell. 3343787488
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